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da sx: Raffaella Nigra, Sabrina Balzaretti, Barbara Cavana
La biblioteca di Pezzana
Il Centro polifunzionale
Il municipio di Pezzana
Il campanile
Piscina
Centro polifunzionale
Campo da tennis
Zona residenziale
Telefono: 0161 31 91 13 Fax: 0161 31 94 98 pezzana@reteunitaria.piemonte.it sindaco.pezzana@reteunitaria.piemonte.it segretariocomunale.pezzana@reteunitaria.piemonte.it Caselle di posta certificata pezzana@cert.ruparpiemonte.it protocollo.pezzana@cert.ruparpiemonte.it
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Le origini di Pezzana risalgono probabilmente al II sec. a.C., dopo che Roma, intorno al 222 a.C., occupò l'Italia settentrionale al di qua del Po; numerosi sono infatti i reperti di età romana (oltre ad un discreto numero di oggetti di età preistorica e protostorica) rinvenuti nel territorio del paese, in particolare vicino al Santuario della B.V. della Bona, durante gli sbancamenti per spianare le terre. Dopo l'invasione degli Unni, nel 899 d.C., le notizie storiche sul paese si fanno più precise. Un diploma del 1028 di Corrado II il Salico, ci informa infatti che Pezzana fu feudo del Conte Vallone di Casale, mentre nel 1231 il paese cominciò ad avere una propria rappresentanza politica con i Consoli citati in vari documenti. Nei secoli successivi Pezzana fu dominata dalle famiglie dei Cagnoli, dei Centoris e degli Avogadro di Pezzana, infine dai Siccardi. Nel XVII sec. il paese fu vittima delle scorribande delle truppe francesi, spagnole e del Ducato di Savoia; nel 1656 gli Spagnoli infatti devastarono la chiesa Parrocchiale ed incendiarono l'archivio ed il paese.
Non lontano dal paese sorge il Santuario della B.V. della Bona, dove è ancora visibile l'antico affresco raffigurante la Madonna del Latte. Degna di nota è la chiesa della confraternita di S.Anna, costruita nel Quattrocento e poi ristrutturata nel Settecento. All'interno è conservata una Via Crucis dipinta da Carlo Martini. Interessante l'altare barocco con il tabernacolo che presenta una rappresentazione dell'Ecce homo in rame sbalzato.
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Pezzana diede i natali a ben nove pittori, tra cui Eusebio Ferraris (XV - XVI sec.), amico di Gaudenzio Ferrari, che fondò una rinomata scuola di pittura a Vercelli. Ricordiamo inoltre Padre Girolamo dell'Ordine di San Domenico, letterato, autore di un libro di Epigrammi ed uno di Epitaffi e Giovanni Antonio Commissetti (1805-1882), generale medico al servizio delle truppe sardo-piemontesi, che fu a capo dei servizi sanitari durante la spedizione in Crimea (1855-56), ispettore medico durante la seconda guerra d'Indipendenza (1859) e nella campagna in Italia meridionale (1861) e presidente del Consiglio Superiore Militare di Sanità nel Regno d'Italia appena costituito. Pezzana diede inoltre i natali all'On. Eusebio Ferraris, primo Onorevole contadino alla Camera dei Deputati e al figlio, l'On. Giuseppe Ferraris, anch'egli deputato e Presidente della Provincia di Vercelli.
Il "Cunt Can", ovvero Facino Cane, è un personaggio realmente esistito; discendente di un ramo minore di un'importante famiglia casalese e vissuto a cavallo tra XIV e XV sec., fu un feroce capitano di ventura che, a capo di un esercito di circa 6000 uomini, terrorizzò il Piemonte con le sue scorribande uccidendo, devastando e catturando sudditi savoiardi per ottenere il riscatto. Questo condottiero probabilmente si trovò a passare da Pezzana, ma non risiedette mai stabilmente nel suo castello come invece vorrebbe una nota leggenda che così narra: "Il Conte Cane, signorotto di Pezzana, tra i molti diritti che aveva sugli abitanti del borgo, aveva anche quello di passare la prima notte di nozze con tutte le ragazze del paese; un giorno, però, arrivarono in paese tre suonatori ambulanti, il più giovane dei quali si innamorò della bella Maria e la chiese in sposa. La sera delle nozze la ragazza dovette recarsi al castello del Conte per adempiere il proprio dovere, ma i tre giovani escogitarono uno stratagemma per salvarla; si misero a suonare vicino al ponte del castello ed il Conte, amante della musica, li invitò ad entrare. Una volta entrati, uccisero il Conte, presero la ragazza e fuggirono scomparendo nella selva".