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Il municipio di Motta de' Conti
Il castello di Motta de' Conti
La chiesa parrocchiale
San Rocco
Scorcio
Telefono: 0161 78 01 56 Fax: 0161 78 04 20 motta.dei.conti@reteunitaria.piemonte.it sindaco.motta.dei.conti@reteunitaria.piemonte.it segretariocomunale.motta.dei.conti@reteunitaria.piemonte.it Caselle di posta certificata motta.de.conti@cert.ruparpiemonte.it protocollo.motta.dei.conti@cert.ruparpiemonte.it
Lunedì: 10:30-12:30 | 14:30-17:00 Martedì: 10:30-14:00 Mercoledì: 10:30-12:30 | 14:30-17:00 Giovedì: 10:30-14:00 Venerdì: 10:30-14:00 Sabato: 10:30-12:00
L'origine del paese è legata ai conti palatini di Lomello che, nel XII sec., eressero un avamposto sulla sponda destra del Sesia; l'aòbitato nacque però verso la fine del XIII secolo, periodo in cui venne costruito il castello, appunto, sopra una motta (un'alzata di terra) per renderlo più sicuro, ma anche per metterlo al riparo dalle frequenti inondazioni della Sesia e della Marcova. Attorno ad esso si formò poi un borgo che assunse il nome di Motta de' Conti. Da un ramo dei Lomello ebbero poi origine i conti Langosco della Motta; la signoria ebbe numerose vicissitudini, fino a quando, nel 1460, Aloisia Langosco della Motta, coerede al feudo, sposò Marchello di Langosco dei signori di Stroppiana, portando al marito la sua dote e dando origine al ramo dei Langosco di Stroppiana della Motta. Motta dei Conti passò nei secoli sotto il dominio di numerose famiglie nobili, tra cui i Pollenzo, i Crotti, gli Stroppiana, i Cipelli, i Baldissero. Dovette subire, come molti altri villaggi, gli incendi e le devastazioni dovute alle guerre del XVII sec.
Il castello, purtroppo in decadenza, è originale solo nelle sue strutture portanti, il resto è frutto di rimaneggiamenti posteriori. La parte più interessante è quella occidentale, a cui si accede passando sotto una torre quadrangolare. Il fabbricato posto a Nord della torre è stato sopraelevato sull'antica merlatura quadra, ancora visibile nella linea delle finestre collocate sotto il tetto. Da questo lato un tempo si aprivano finestre in cornici di terracotta, delle quali si possono ancora notare dei resti. Una leggenda popolare narra che un tempo il castello fu collegato alla sponda opposta del Sesia da un lunghissimo e misterioso cunicolo sotterraneo, nascondiglio di tesori. La parrocchiale dell'Annunziata, eretta nel 1390 a seguito di una petizione dei conti della Motta all'Arcidiacono Filippono di Vercelli, fu rimaneggiata nei secoli seguenti. La facciata, in laterizio, è molto semplice ed è divisa in tre sezioni da due contrafforti. L'interno presenta cinque altari, dei quali il primo a destra conserva una pregevole tavola cinquecentesca di Bernardino Lanino, raffigurante Lo sposalizio mistico di Santa Caterina.